Apollo e Dioniso hanno molto risentito della generazione dei filosofi, nell’Antichità come nella Modernità. Il contemporaneo di Adriano, Plutarco, già amava far conoscere l’importanza di una polarità tra Dioniso e Apollo nel divenire del mondo. Nietzsche ha proseguito con La nascita della tragedia, abbandonandosi con voluttà ad un dionisiaco che sublima l’apollineo […]. Lo sperimentatore, perciò, si consente la possibilità di scoprire il maggior numero di configurazioni, associando Dioniso, Apollo e altre potenze divine in base al vento e alle stagioni. Ed è proprio osservandole e individuandone le pratiche nella loro molteplicità, che lo sperimentatore svolgerà il ruolo più sicuro di fronte a gruppi di esse, tenendo conto nella loro concretezza, dei gesti, gli oggetti e le cornici situazionali che contestualizzano le interferenze tra divinità.

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