La “Tavola di Cebete” è una rappresentazione iconografica di un percorso iniziatico nella sua completezza, la cui elaborazione è tradizionalmente attribuita al discepolo di Socrate di cui porta il nome. Essa ha goduto, nel tempo, di una costante fortuna. Alcune versioni pittoriche sono visibili in importanti Musei (una è anche a Napoli), mentre antiche incisioni sull’argomento di quando in quando occhieggiano su cataloghi di augusti Studi bibliografici. L’argomento non ha mai cessato di rapire l’interesse di intellettuali e studiosi di discipline tradizionali, come è stato appunto Onofrio Gargiulli, massone e autorevole rappresentante tardo settecentesco della linea Osiridea, movimento di pensiero che avrebbe poi annoverato, tra le proprie fila, personalità come Domenico Bocchini (il Geronta Sebezio), Giustiniano Lebano e – più prossimo ai nostri tempi – Giuliano Kremmerz. Un filo d’Arianna, questo, che proveremo a seguire, per quanto possibile, nella sua interezza.

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