La “razza ventura” immaginata da Bulwer – Lytton in questo romanzo, che si presenta come un apologo anti-utopistico ma in realtà cela una serie di sottili allegorie esoteriche, non è che il simbolo dell’uomo rigenerato dalla Grande Opera alchemica. La stirpe ignota è celata nel sottosuolo perché gli antichi alchimisti dicevano che per ritrovare la rigeneratrice pietra filosofale occorre “visitare le viscere della terra”.

Bulwer Lytton fece parte di varie confratemite iniziatiche e fu depositario di insegnamenti esoterici che trasfuse nei suoi libri, come quello di cui trattasi. Massone, membro della Societas Rosicruciana in Anglia, che poi generò per filiazione diretta l’Ordine della Golden Dawn, egli ebbe rapporti con tutto l’ambiente occultisitco-iniziatico inglese, nonché continentale, del secondo ‘800. La Razza Ventura è costituita da un insieme di uomini superiori e vive al centro della Terra. Fra loro si conosce l’arte di regolare la forza vitale, l’energia che tutto pervade, il “vril” e di servirsene nei modi più opportuni ed appropriati. (Valerio Del Buffa, Vie della Tradizione, nr 46/82)

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