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Edizioni
della Terra di Mezzo |
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Egitto
Magico Religioso -
Boris de
Rachewiltz - €
22,00

Tra gli
innumerevoli modi con cui si può indagare e
spiegare la civiltà dell’antico Egitto,
certamente il più efficace quanto a
risultati e suggestivo quanto ad esposizione
è quello della scuola egittologica di A.
Varille di cui Boris de Rachewiltz è stato
capofila, e che si basa sull’applicazione
del più assoluto rigore scientifico
nell’analisi filologica ed esegetica dei
testi e nello studio oggettivo dei reperti,
non disgiunta però da una particolare
sensibilità verso quella dimensione che, con
termine purtroppo abusato, viene definita
“esoterica”. Frutto di tale sintesi è
l’opera che qui si ripresenta, “Egitto
Magico Religioso”, che era divenuto ormai un
classico introvabile.
Al di là di molti falsi preconcetti e di
tante fantasiose teorie oggi in voga, ci
appare qui il reale volto enigmatico
dell’antico Egitto nella sua essenza più
profonda, religiosa e magica ad un tempo.
Dalla eredità della preistoria si penetra
nel concetto di “dio” e nella escatologia;
l’oltretomba aristocratico e quello
democratico, approfondendo il problema della
morte e le condizioni indispensabili per la
sopravvivenza. Riti e tecniche magiche ci
introducono infine nell’affascinante mondo
dei Misteri, che qui ricevono nuova luce.
L’Autore, con uno stile piano e
affascinante, stimola il lettore a compiere
egli stesso correlazioni e approfondimenti
delle tematiche svolte, “vivendo” in forma
attiva quel che a prima vista appare solo il
pensiero di un mondo ormai scomparso. E
forse qualcuno più sensibile degli altri,
potrà avvedersi che non si tratta di
disparate tradizioni, bensì tout court della
Tradizione.
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Historia di Alessia.
Ovvero di come fuggire dalla noiosa festa
della vita -
Alessia Pingul - €
19,00
L'Autrice,
utilizzando lo pseudonimo di Alessia Pingul,
descrive, in questo libro probabilmente
autobiografico, le esperienze, gli amori e
le riflessioni di una giovane donna che si
contrappone in modo totale ad ogni aspetto
del sistema vigente. Il suo disagio e la sua
rabbia nei confronti di tutto ciò che oggi è
considerato normale sono talmente estremi
che, giudicati dai punto di vista della
psicologia moderna, potrebbero essere
considerati patologici. Nonostante l'Autrice
si sia trovata effettivamente ad affrontare,
nel corso della sua vita, situazioni di
forte disagio psichico, tuttavia non ha mai
accettato di sottoporsi ad alcuna terapia.
Da questo forse scaturisce la particolarità
del suo giudizio sulle cose e sugli
avvenimenti, così privo di ogni comune buon
senso, così rabbiosamente folle ed a volte
brutale. Agli occhi di uno psicologo la sua
energica rabbia potrebbe far pensare ad un
sintomo del disturbo border line di
personalità, quasi schizoide potrebbe anche
apparire la sua sfiducia nei confronti
dell'umanità, ma proprio questi tratti
costituiscono la nota caratteristica più
interessante di questo scritto. Esso infatti
può essere considerato la testimonianza di
una persona che si è posta completamente al
di fuori delle regole della società civile,
fino ad essere considerata quasi folle da
molti suoi conoscenti e dal suo stesso
medico curante. Anche nel paragone che
l'Autrice propone tra la vita e una festa
profondamente noiosa, si possono leggere i
segni di un modo d'essere fuori dalla norma,
che considera istintivamente illusorio tutto
ciò a cui usualmente viene dato grande
valore. La protagonista del libro,
aggirandosi all'interno della noiosa festa,
cerca instancabilmente qualcosa che la possa
portare fuori dalla banalità, dalla
normalità convenzionale in cui tutti gli
altri sembrano stare così a loro agio,
ognuno interpretando il ruolo dettato dalla
propria maschera. Senza mai scendere a
compromessi, Alessia inveisce con linguaggio
pungente, ed a volte violento, contro ogni
aspetto della civiltà moderna che lei
giudica falsa, pietista, artificiale, vuota,
ipocrita e, alla fine, innaturale e quindi
insensata. Scritto con sarcasmo ed a volte
graffiante ironia, il libro evidenzia senza
pietà il fatto che le persone che la
protagonista incontra sono, dal suo forse
folle punto di vista, sorrette dal nulla,
tenaci portatrici di un vuoto incolmabile,
nascosto uniformemente dietro a facciate di
sostenitori del sistema o di ribelli alla
stesso. Sempre più annoiata dalla festa in
cui si ritrova a vivere, attraversando
esperienze nelle quali si illude di aver
trovato la soluzione ma che velocemente si
rivelano uguali a tutto il resto, la
protagonista fugge non appena possibile in
luoghi solitari dove potersi riprendere dal
disagio che prova. E' forse grazie a queste
''fughe" che lentamente scopre che la chiave
per l'uscita dalla festa non è, come aveva
creduto, nella festa stessa, ma dentro di
sé.
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Infernetti.
Ovvero come si può andare all’inferno
senza rendersene conto e come se ne può
uscire se si è fortunati -
Anna Lucia Sofra - €
19,00
Una famiglia come tutte le altre, con i
soliti problemi quotidiani, le
preoccupazioni sul futuro dei figli, le
inevitabili difficoltà di comunicazione
all’interno della coppia, gli impegni di
lavoro e i doveri sociali. Lo sguardo acuto
ed ironico dell’Autrice, entrando nei
dettagli più intimi della vita dei
personaggi, descrive in quale modo ciò che
nell’opinione corrente viene definita una
vita normale possa essere, per chi la vive,
un infinito susseguirsi di gironi infernali.
E così, tra un week end al mare e gli
incontri con la suocera, tra i preparativi
per un matrimonio e le insoddisfazioni
sessuali ed esistenziali, si delineano le
figure di Carla, di suo marito Daniele e del
figlio maggiore, Andrea. In loro ed in altri
personaggi che ruotano intorno alla famiglia
emergono la mediocrità dei valori, la
banalità dei rapporti, la vacuità dei
sentimenti e, nel labirinto dei luoghi
comuni, il bisogno di affermare il proprio
ego al di là di ogni cosa. Diverso è per la
figlia più piccola, Gemma, che sembra essere
l’unica non solo ad accorgersi di vivere in
un inferno, ma anche a desiderare di
uscirne. Una lettura superficiale o un po’
“miope”, potrebbe far pensare che quanto
narrato si riferisca esclusivamente ad
altri; forse potrebbe essere anche facile,
per molti, assimilare qualcuna delle figure
descritte a persone che si conoscono, o che
si sono conosciute. Più difficilmente
potrebbe far pensare che ci riguardi. Il
racconto al contrario appare particolarmente
attuale e riflette, come davanti ad uno
specchio, atteggiamenti, comportamenti e
pensieri che si possono riconoscere come
familiari e propri.
La maggior parte delle persone potrebbe
ritenere che tali inferni ed infernetti
quotidiani siano inevitabili, e forse per la
maggior parte delle persone è effettivamente
così. Altri potrebbero trovare questo modo
di vivere appagante, o quanto meno
stimolante, essendo opinione piuttosto
diffusa il fatto che certi problemi siano il
sale della vita. Un sale tanto importante da
indurre ad inventare problematiche, anche
inconsapevolmente, pur di dare sapore e
senso all’esistenza, pur di dare spessore
all’ego. Forse qualcuno avverte un simile
modo di vivere come inaccettabile. In rari
casi, come mostra l’Autrice, ci può essere
una via d’uscita.
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La Voce dell’Antica Madre
e dei modi per
cercare di poterla ancora udire
- Ada d’Ariès -
€
13,50
Secondo alcuni studiosi del Mito vi fu un
tempo in cui la religiosità delle genti fu
rivolta sopratutto all’aspetto femminile
della divinità. Quel lontanissimo periodo fu
denominato età della Madre o era
dell’Argento. Si può supporre che in quel
tempo esistettero delle sacerdotesse che
praticavano dei culti che avevano lo scopo
di creare tra le donne, e la Dea primigenia
alla quale esse si rivolgevano, una tale
sintonia da fare in modo che alcune di esse
potessero divenire sempre più simili a Lei
fino a diventarne il riflesso e la
manifestazione nel mondo. Del resto nei
tempi antichi era ben contemplata la
possibilità di farsi talmente simili agli
Dei da entrare a far parte della loro
dimensione. Ma se questa possibilità fu
cantata e descritta in numerosi poemi epici
arcaici di molte parti del mondo con
riferimento ad un uomo, ben pochi spunti di
un’analoga trasformazione femminile possono
essere trovati nell’antica letteratura.
Forse le donne quando intraprendono tale
trasformazione, quando iniziano il viaggio
che può portare a fondersi con l’antica Dea
Madre, preferiscono farlo con maggior
riservatezza, operando con più discrezione e
silenzio degli uomini. E sicuramente, anche
se esistono ben poche fonti che ne parlino,
si può ritenere che il processo di
iniziazione della donna, la sua integrazione
nella Dea Madre sia avvenuto e forse, pur
con molte maggiori difficoltà dei tempi
antichi, potrebbe ancora avvenire. È proprio
della possibilità di una ricerca iniziatica
femminile che tratta il presente libro. In
esso l’Autrice immagina che delle donne che
sentono in sé la nostalgia degli antichi
tempi della Madre, si rivolgano all’antica
Dea ed instaurino con Essa un dialogo,
durante il quale ricevono tutta una serie di
consigli e di suggerimenti aventi lo scopo
di aiutarle a diventare, malgrado i tempi,
delle sue figlie. A realizzare cioè in se
stesse lo stesso stato di perenne armonia,
di gioia e di naturale spontaneità, che
caratterizzava le antiche sacerdotesse
dell’antica Grande Madre.
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Le Figlie della Donna di Rame - Anne
Cameron - €
16,00
Sicuramente non molte persone sono a
conoscenza dell’importanza che aveva nei
tempi antichissimi la trasmissione diretta
da anziano a discepolo di riti e di segreti
iniziatici, finalizzati alla realizzazione
di stati d’essere sovra umani se non divini.
In effetti su queste tecniche si basava
forse il senso della vita delle popolazioni
arcaiche prima che nascessero le religioni
ed i riti collettivi e prima che l’egoismo
individuale e la ricerca delle artificialità
che contraddistinguono i moderni miti,
materialisti e consumisti, riuscissero a
dare uno scopo, certamente ben più limitato,
all’esistenza dei singoli. Ma sicuramente
ancora di meno sono coloro che suppongono
che tale trasmissione non fosse solo
maschile come si ritiene generalmente oggi.
Infatti esistono diverse documentazioni
originali sulle pratiche di iniziazione
maschile, mentre sono praticamente
inesistenti delle testimonianze riguardanti
l’iniziazione femminile. Il libro di Anne
Cameron è invece una rarissima e preziosa
testimonianza di una trasmissione femminile
da donna a donna che risale all’inizio dei
tempi. È sicuramente sorprendente il fatto
che tale trasmissione, che è stata raccolta
dall’autrice presso le ultime donne della
tribù indiana Nootka dell’isola canadese di
Vancouver, consapevoli di un antico sapere
magico trasmesso appunto attraverso i tempi,
sia potuta arrivare fino a noi. Infatti la
tradizione femminile è stata fortemente
osteggiata se non perseguitata in tutti i
tempi ed in tutti i luoghi sia dalla
prepotenza maschile, sia dalle concezioni
morali della nuova religione che definì le
ultime donne, che possedevano riti e segreti
negati agli uomini, streghe e seguaci del
diavolo, come successe particolarmente in
occidente fino a qualche secolo fa. Leggendo
il libro si potrà notare che tale
persecuzione e tale tentativo di sradicare
le donne dal loro modo d’essere avvennero
anche presso quei popoli lontani, quando i
portatori della religione moderna arrivarono
in quei luoghi. Nel libro è descritta la
disperata difesa messa in atto dagli uomini
e dalle donne del popolo Nootka contro gli
invasori occidentali, portatori della nuova
religione e precursori del nuovo modo di
vivere. A poco però servì il sacrificio
anche cruento dei guerrieri e delle donne
sapienti. Come unico modo per non essere
annichilite ed annientate sul piano fisico,
annullando così la possibilità di una
trasmissione iniziatica alle donne del
futuro, le sagge sapienti Nootka decisero di
rendere segreti i loro misteri e le loro
conoscenze magiche, come forse avvenne in
altre parti del mondo. E del resto si
potrebbe pensare che la distruzione della
tradizione femminile, così come quella
maschile arcaica, sia stata necessaria
perché le moderne religioni ed il moderno
modo di pensare potessero imporsi presso
quei popoli così come in tutto il mondo.
Infatti la concezione della vita e del suo
senso, che si può intendere leggendo il
libro di Anne Cameron, è del tutto in
opposizione con quello di oggi. Tale
opposizione è talmente marcata che forse ben
poche donne moderne potrebbero identificarsi
nel modo d’essere, descritto dall’autrice,
che caratterizzava le antiche indiane
dell’isola di Vancouver. E comunque potrebbe
essere stimolante e sorprendente conoscere
quali fossero i miti e gli obiettivi
esistenziali delle antiche sapienti del
popolo Nootka, che sono probabilmente il
modo di essere di tutte le donne arcaiche,
che sono stati tra mille difficoltà
segretamente trasmessi fino ai nostri tempi.
Forse, conoscendoli, qualcuna potrebbe
iniziare un difficilissimo ma entusiasmante
tentativo per intendere la vera ed originale
essenza della natura femminile, piena di
magia, di libertà, di gioia e di amore.
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Poemetto Alchemico -
con commento e note
a cura di
Davide Melzi -
€
16,00
Il presente testo contiene la riproduzione
di un Manoscritto alchemico finora inedito.
Si tratta di un’opera scritta in versi
rimati, che ci porta in un mondo misterioso
ed affascinante, nel quale incontriamo la
Terra ed il Cielo, la Fiamma e l’Oceano, la
Morte e la Vita, lo Schiavo ed il Re. Tale
opera ben si inquadra in quella Tradizione
che è stata chiamata “ermetica”, dal nome
del Dio Ermete Trismegisto, cioè “tre volte
grande”, che sarebbe stato il misterioso
iniziatore di una segreta Scienza di
trasformazione, la quale non avrebbe
riguardato, come oggi si è abituati a
credere, dei metalli materiali, bensì quei
“Metalli” sottili che, nel linguaggio
cifrato dei testi alchemici, costituiscono
l’essere umano. Una trasformazione che
avrebbe potuto condurre l’uomo da una
condizione corrispondente al Piombo, ovvero
di soggezione alla materia pesante, ad un
modo d’essere coincidente con l’Oro, ossia
alla reintegrazione in quello stato di reale
e luminosa Consapevolezza, di eterna gioiosa
Armonia, che secondo i miti caratterizzava
coloro che vissero nell’Era primordiale, il
mondo primigenio degli Dèi. Il Manoscritto è
accompagnato da una serie di annotazioni che
forniscono un’interpretazione razionalmente
intelligibile dei simboli e delle operazioni
dell’Alchimia. Le annotazioni sono il
risultato di un lavoro di studio e di
confronto puntuale con i più autorevoli
studiosi di queste tematiche e con le fonti
di altre tradizioni sapienziali, laddove si
sono riscontrate indubbie convergenze. Sono
stati però analizzati e citati soprattutto i
principali testi della stessa Tradizione
Ermetica occidentale, messi a confronto con
il Manoscritto. Sono gli stessi Libri
alchemici a consigliare la propria lettura
assidua ed il confronto tra le varie fonti,
poiché – essi dicono – il Messaggio è sempre
lo stesso, ma quegli aspetti che in un testo
sono espressi oscuramente, altrove sono
descritti in forma esplicita. Cosicché solo
da uno studio comparato, di cui in questa
sede sono fornite al lettore le basi, può
forse derivare la comprensione. Una
comprensione che richiederebbe in ogni caso
un’intuizione, un’illuminante ‘chiusura di
contatto’ tra il simbolo e l’esperienza.
Un’intuizione sottile che forse potrebbe
essere resa possibile dalla lettura vigile e
sensibile dei meravigliosi e magici versi di
quest’Opera poetica.
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Le Vergini Arcaiche.
Ovvero di come le
antiche donne custodissero la libertà,
l’ebbrezza e la gioia
- Leda Bearné -
€
18,00
Un libro che sorprende per la capacità di
coniugare la semplicità del linguaggio e
dell'argomentare con una grande erudizione,
una precisa tensione etimologica, una
profonda conoscenza dei miti. Davanti ai
nostri occhi vedremo scorrere i miti del
passato, dove sono protagoniste le donne (le
Yogini seguaci di Durga in India, le
nordiche sciamane al seguito della Dea Freya,
le Baccanti del corteo dionisiaco, le
custodi del fuoco greche, britanniche e
romane quali le Vestali, le Sibille delle
più diverse civiltà); miti che pur venendo
da luoghi lontani e da popoli profondamente
diversi nascondono un unico filo conduttore
che conserva, come una medicina, la traccia
dell'epoca della Grande Madre, fonte di
felicità e beatitudine per le donne;
un'epoca nella quale verginità non voleva
dire, come ora, assenza del maschio, ma
assenza del maschio prevaricatore. Tale
stato implicava innanzitutto una radicale
autonomia di fronte all'uomo, l'assenza di
qualsiasi tipo di vincolo o soggezione nei
confronti di esso e niente affatto
un'estraneità alla dimensione erotica. Anzi,
la Verginità magica rappresentava una
condizione di gioia e libertà femminile
estreme e senza limiti che consentiva ad
alcune fortunate donne di conservare e
custodire la forza, il mistero, la bellezza
e la purezza delle foreste vergini selvagge,
inviolate e sconosciute agli uomini, covando
costantemente nel profondo di sé stesse una
perpetua divina, naturale, languida ed
erotica ebbrezza. Giungeranno a noi stati
d'animo, sensazioni e sentimenti, che la
civiltà ha dapprima sradicato e poi pian
piano trasformato nell'opposto; scopriremo
un “progressivo divenire” che neppure il
femminismo e i suoi derivati ha saputo
interrompere. Un mondo perduto per sempre?
Forse non completamente perché, nonostante i
condizionamenti e gli imperativi della
società odierna, magari ancora qualcuna
potrebbe nutrire una profonda e radicata
nostalgia di fronte all'ipotesi di poter un
giorno “… ritrovare gli antichi misteri
femminili, un insegnamento primordiale di
gioia e di libertà in grado di portare
davvero nelle dolci dimensioni di armonia
conosciute dalle antiche Vergini, un
insegnamento che potrebbe ridare loro la
Verginità magica, la follia gioiosa, la
coralità e l'intenso e continuo languore
delle Vergini arcaiche”.
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Motti della Sapienza Arcaica.
Ovvero
detti, aforismi e proverbi che esprimevano
la conoscenza sacra dell’Oriente e
dell’Occidente
- Davide Melzi -
€
16,00
Forse i troppi discorsi, più che chiarire la
verità, la allontanano. Nei tempi arcaici le
genti racchiudevano la conoscenza in simboli
costituiti da semplici tratti, oppure in
poche essenziali parole: si potrebbe dire
che tutto il Cosmo era contenuto
magistralmente nella essenzialità. Questo
libro ha per oggetto una selezione di
proverbi, massime, sentenze, motti ed
aforismi raccolti da varie parti del mondo e
da diverse epoche, i quali nella propria
linearità sembrano proprio palesare
significati profondi e degni di riflessione.
Essi sono stati accuratamente scelti e
commentati. Infatti non tutti i proverbi ed
i detti che si possono trovare nelle normali
raccolte dedicate a questi argomenti sono
fonti di saggezza, bensì forse pochi di
loro; la maggior parte dei motti e delle
massime, infatti, sono soltanto delle
osservazioni sentenziose, perlopiù banali,
prodotte dall’osservazione della realtà
quotidiana. Quando i detti conservano un
vero valore di conoscenza, essi potrebbero
rappresentare come un ricordo di una
tradizione più antica: perciò è stato
appunto necessario operare una selezione tra
i proverbi, i motti e gli aforismi
normalmente conosciuti, proprio in relazione
a questa loro ipotetica essenza profonda e
superiore. In virtù di tale essenza i motti
riportati e commentati in quest’opera, lungi
dall’essere espressione di un senso comune
trito e ritrito, come normalmente si crede,
potrebbero forse rivelarsi preziosi aiuti su
una via di conoscenza di se stessi e del
Cosmo. Aiuti preziosi specialmente nei
momenti problematici, proprio perché
essenziali, magistralmente brevi e conchiusi
in se stessi. Strumenti di lavoro, perché si
possono imprimere facilmente nella memoria,
possono divenire oggetto di riflessione, di
meditazione, e soprattutto di azione;
possono magari cambiare il senso di una
vita, cioè cambiare la sua direzione, od
imprimergliene una.
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All’Origine delle Parole.
Ovvero del
significato occulto ed antico di alcune
parole e del potere di conoscenza e di magia
che in esse si può ancora trovare
- Mario Negri -
€
18,00
Di fronte all’incalzante produzione di
neologismi, attraverso i quali il mondo
moderno cerca di espandersi, di rinominarsi
e di comprendere se stesso, “arricchendosi”
con significati derivanti dalle continue
scoperte che in campo tecnologico, medico o
scientifico vengono quotidianamente fatte,
il nuovo lavoro di Mario Negri sembra poter
dimostrare che occorrono invece poche parole
per spiegare, o quanto meno per indirizzare
verso un corretto e non vano sapere,
chiunque abbia nel proprio animo domande
alle quali le scientifiche “verità” odierne
non hanno potuto fornire adeguata risposta.
In questo saggio, l’autore pone in evidenza
il fatto che il linguaggio degli uomini si è
progressivamente inaridito, depauperando la
parola di significati che un tempo le
appartenevano e che dagli stessi uomini
erano ben conosciuti, per dar luogo ad un
tipo di comunicazione più funzionale e
consonante al mutato e più “dinamico” stile
di vita moderno. Ma tali significati
originari non sono andati perduti, sono anzi
sempre disponibili per coloro che abbiano la
particolare capacità di sentire la forza
evocativa di alcune parole, capaci di
chiamare od allontanare le energie a cui
esse si riferiscono; parole da non
considerare come un mero strumento di
comunicazione, bensì come un mezzo magico
per mettersi in sintonia con le forze
naturali visibili ed invisibili, come una
chiave per accedere ad un segreto che la
maggior parte delle persone non vuole più o
non è più in grado di intendere.
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Il Treno per Altschícksal.
Ovvero la
storia di un viaggio per ritrovare un magico
amore perduto che potrebbe permettere di
conoscere dei misteriosi
- Irmine Zinne -
€
13,50
La vita apparentemente ‘normale’ di un
giovane uomo, dal carattere piuttosto
ingenuo e persino un po’ infantile, viene
sconvolta dall’improvviso incontro con
un’affascinante e misteriosa Signora. Ella
inizia con lui una relazione amorosa fuori
dall’ordinario, e gli offre la possibilità
di accedere, attraverso una segreta forma di
Amore, ad una via di conoscenza della Realtà
vera, quella che forse va oltre il tempo, lo
spazio, la materia e la logica. Ma la realtà
ordinaria e quotidiana, quella che tutti gli
uomini e le donne ‘normali’ ritengono
l’unica esistente, a poco a poco riesce a
riafferrare il giovane, per mezzo del
coinvolgimento in una comune relazione
sentimentale, nella concupiscenza sessuale e
nell’aspirazione al benessere economico. Si
tratta dei massimi ‘valori’ cui l’uomo del
mondo di oggi ambisce, ma il legame ad essi,
in questo come forse in tutti i casi,
esclude la possibilità di ricercare i valori
dell’altra dimensione; infatti in breve
tempo il giovane viene bruscamente
abbandonato dalla sua amante segreta e
lasciato allo squallore ed alla banalità
della sua esistenza. Allora solo una
profonda crisi esistenziale, la rinuncia a
tutto ciò che oggi viene ritenuto sensato,
giusto ed importante, e la caparbia
decisione di intraprendere un pericoloso ed
apparentemente assurdo viaggio in un paese
sconosciuto, alla ricerca del vero Amore,
potrebbero forse permettere al giovane di
ripercorrere quella Via che gli era stata
chiusa a causa della sua disattenzione e
superficialità. Si tratterebbe di un viaggio
che sembrerebbe talmente pericoloso ed
irrazionale, da andare oltre ogni paura,
ogni pregiudizio, ogni moralismo, ogni
compromesso; una Via talmente strana e
singolare, violenta e travolgente, ed al
tempo stesso dolce ed inebriante, da
richiedere forse, a chi intendesse seguirla,
la rinuncia assoluta alle proprie opinioni,
ai propri ricordi, al proprio senso dell’io,
ovvero autenticamente a tutto ciò che
definisce e delimita la vita umana. Questa
esigenza potrebbe forse giustificare la
crudezza di molte delle situazioni e delle
scene che l’Autrice racconta nel presente
libro. La decisione, da parte dell’Editore
di questa collana, di dare alle stampe
un’opera di tale contenuto, non è stata
facile. Egli ritiene che il messaggio
profondo del romanzo sia perfettamente
congruente con la linea editoriale sino a
qui seguita dalla Terra di Mezzo; non può
peraltro esimersi dal consigliarne la
lettura solo a persone che non si sentano
troppo legate a quei valori morali e
sociali, su cui l’attuale convivenza civile
moderna è fondata.
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La Strega di Pian del Lago.
Ovvero
storie di Ninfe, Fate, Folletti, di un uomo
del tutto normale e dei suoi due nipoti - a
cura di
Hal Belson -
€
15,00
Un racconto incantato, ambientato ai nostri
giorni. Una giovane bellissima Strega che
vive in una località isolata o si dovrebbe
dire inaccessibile, visto il numero e la
forza delle strane presenze che, da tempo
immemorabile, la abitano. La montagna, il
lago, il torrente, la natura incontaminata
in cui vive la giovane donna con le sue
dodici capre, due gatte, un cane. Ma vi è
qualcosa al di là delle semplici, seppur
armoniose abitudini della signorina Marion;
ella vive la natura con un’intensità e una
profondità che non sono date a tutte le
persone; conosce segreti a lei giunti
attraverso gli insegnamenti della madre,
della nonna, della bisnonna e così di
seguito attraverso una tradizione di
millenni. Si sono sempre chiamate Streghe ed
entrare in contatto con una di esse poteva
essere esperienza bellissima o tremenda,
entrambe le cose o nessuna delle due, dato
che il loro potere è sempre stato grande ed
il loro agire inintelleggibile agli umani.
Così è anche per la signorina Marion… e un
giorno arriva a Pian del Lago un uomo del
tutto normale…
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La Strana Storia di Garolfo.
Ovvero le
metamorfosi, i problemi e le avventure di un
cucciolo di lupo mannaro abbandonato
- Fulvio Martini -
€
13,50
Un giovane cane viene fatto scendere dal suo
proprietario dall’automobile. Poco dopo la
macchina riparte e l’animale viene
abbandonato ad un triste destino. Si
potrebbe pensare che l’Autore intenda
descrivere in questo suo romanzo il dramma
dei cani abbandonati e l’egoismo e la
crudeltà di quegli uomini che pensano che un
animale sia un oggetto del quale, dopo
averlo comperato, ci si può disfare in ogni
momento. Ma in realtà il cane di cui si
parla nel libro non è un semplice cucciolo
di pastore belga, ma un essere molto più
complesso e dotato di poteri misteriosi, nel
quale è incarnata l’anima antica e
tormentata di un lupo mannaro. Nel romanzo
di Fulvio Martini, scritto con uno stile nel
quale il dramma, la critica di certi aspetti
della società moderna, i colpi di scena ed
un sottile senso dell’umorismo si fondono in
modo mirabile, viene appunto narrata la
storia di un giovane lupo mannaro, ritenuto
dal suo padrone un normale cane ed
abbandonato prima di partire per le vacanze.
Esso viene soccorso da un Folletto, che
forse non casualmente incontra quando sta
per morire di fame e di stenti. La creatura
fatata lo aiuterà a conoscersi e ad
accettarsi per quello che è, insegnandogli
che i lupi mannari non sono degli esseri
malvagi, oscuri e sanguinari, come vengono
di solito descritti, ma che possono essere
anche buoni ed addirittura per certi aspetti
migliori di molti uomini, dato che
posseggono sia la natura di uomo sia quella
di animale. Dopo numerose avventure,
incontri con altri animali e con diversi
uomini, che per lo più incarnano e
rappresentano tutte quelle regole e quei
modi d’essere artificiali ed innaturali, che
maggiormente sono in contrasto con l’antica
naturalità del protagonista, il giovane lupo
mannaro viene condotto dal Folletto in una
valle tra i monti, dove vivono delle persone
che potranno capirlo ed accettarlo. Esse
stesse infatti sono caratterizzate dal fatto
di possedere la capacità di trasformarsi in
animali, dato che posseggono i poteri
dell’Antica Magia, che permettono di operare
tali metamorfosi. Qui il giovane lupo
riuscirà a dare un senso alla sua vita e
diventerà il temibile guardiano di quei
luoghi, difficili da raggiungere, dove si
vive ancora secondo le leggi dell’armonia
primordiale.
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La Figlia del Re degli Elfi.
Alla
ricerca del confine invisibile che separa il
magico dall'umano, l'incantato dal
quotidiano
- Lord Dunsany -
€
16,00
Due mondi posti uno accanto all’altro,
separati da una sottile ed impalpabile
barriera che ne segna il confine e che a
pochissimi è dato di varcare; due mondi,
così prossimi tra loro, eppur così diversi
da risultare quasi inaccessibili l’uno
all’altro. Da una parte Erl, piccolo borgo
sperduto nelle valli, la cui vita è scandita
dal ritmico operare dei suoi abitanti,
artigiani e contadini, dal fluire delle
stagioni, dall’ inesorabile scorrere del
tempo. Dall’altro il Regno di Elfi, mondo
incantato e magico in cui tutto è immutabile
e nulla può intervenire a turbare la fatata
armonia che lo governa. Non conoscono però
gli abitanti di Erl la portata della loro
richiesta quando, spinti dal desiderio di
maggior gloria e celebrità, comunicano al
loro re di voler essere governati da un
mago. Nonostante quindi il principe Alverico
abbia successo nel rapire Lirazel, la figlia
del re degli Elfi, compiendo la difficile
impresa nel magico regno in un solo giorno,
corrispondente nelle terre di Erl al
trascorrere di dieci lunghi anni, il suo
popolo rimarrà dapprima deluso per la
mancanza di evidenti risultati e per la
lunga attesa, poi sconcertato quando i
risultati cominceranno a mostrarsi e saranno
affatto dissimili a quelli da loro sperati.
Non roboanti e prodigiose manifestazioni che
possano rendere celebre alla storia il
piccolo borgo ma strane apparizioni e
sparizioni, fenomeni più inquietanti che
rassicuranti, il ritorno di antichi,
dimenticati sogni, che il trascorrere del
tempo ha ammantato di timori. E, tra le
cacce di Orione, la ricerca di Alverico, la
buffa comparsa di gnomi scherzosi, l’arcigna
intransigenza del Pastore che lancia
maledizioni contro tutto ciò che è magico,
la tristezza ed i ricordi di Lirazel, nel
fluire scorrevole della narrazione, ma forse
anche nei sogni di chi legge, il confine tra
i due mondi si fa più evanescente, fluttua
come una nebbiolina mossa dalla brezza del
mattino, si dirada, torna a infittirsi al
punto che il viandante non sa più
precisamente dove si trova: con le spalle
irrevocabilmente voltate alla magia di Elfi,
o nello sconfinato deserto creatosi al
ritirarsi dei suoi confini, o ancora ad un
passo da quella atmosfera diafana e
luminescente, da quella reggia incantata, da
quella armoniosa bellezza di cui può essere
detto solo nelle ballate dei poeti?
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Manoscritto Dialettale di una Guaritrice di
Campagna. Ovvero di come le donne
possano guarire dalle malattie e dalle
tristezze con l’Amore naturale
- Barbara Fiore -
€
16,00
Simile ad un messaggio in una bottiglia alla
deriva tra le onde del mare, questo libro
sembra contenere le indicazioni per
raggiungere un tesoro. Qualcuno, leggendolo,
potrebbe decidere di mettersi alla ricerca
della preziosa magia, dei poteri di
guarigione e di autoguarigione, delle gioie
e delle armonie, degli incantesimi e delle
percezioni sottili che in esso sono
descritti. E chi sarà mai la Vecchina del
Bosco, autrice del manoscritto originale?
Qualche benpensante potrebbe ritenerla una
semplice donna di campagna, legata a certe
vecchie superstizioni e diffidenze, per
mancanza di cultura, nei confronti delle
comodità del progresso; altri potrebbero
vedere in lei un’inquietante fattucchiera,
intenta a rimestare in calderoni fumanti
chissà quali misteriose pozioni. Ma potrebbe
anche essere considerata una sopravvissuta
di un mondo ormai quasi del tutto
dimenticato ed il suo scritto acquisire il
valore di testimonianza di una conoscenza
che, qualche migliaio di anni fa, era
patrimonio di molte persone in ambito
femminile. Conoscenza che, con il passare
del tempo, venne mano a mano dimenticata ma
non da tutti, forse qualcuno la coltivò così
da permettere che essa sopravvivesse
all’oblio in cui il mondo occidentale
moderno ha sempre cercato di confinare il
modo di pensare e le concezioni arcaiche.
Potrebbe però anche darsi che la progressiva
snaturazione dell’animo femminile, imposta
dal modo di vivere di oggi, faccia sì che
tale arcaico sapere femminile, trasmesso per
secoli da donna a donna, possa un giorno
essere dimenticato. Questo libro parla di
uno sconfinato amore per la natura non
contaminata, per i boschi non tagliati, per
gli animali selvatici che vivono liberi nel
proprio elemento; afferma che da un grande
amore per Madre Natura potevano scaturire,
in tempi neanche tanto lontani, emozioni,
stati di benessere, di forza e di potenza
probabilmente simili a quelli conosciuti
dalle Sacerdotesse e dalle antiche sciamane
dell’occidente. Se donne come la Vecchina
del Bosco esistessero ancora, seppur nel
segreto, nell’isolamento e
nell’incomprensione da parte della quasi
totalità delle persone di oggi, una via
rimarrebbe forse aperta, anche se
difficilissima da individuare, per cercare
di ritrovare la magia femminile originaria.
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Appunti di un’Opera Ermetica.
Manoscritto di anonimo pubblicato postumo
finito di scrivere in Ferrara il 21 dicembre
1963 -
€
15,00
Di solito si ritiene che l’Alchimia sia una
specie di chimica primitiva, quasi del tutto
priva di criteri operativi logici e
scientifici, che in un certo senso diede
origine alla chimica moderna. Forse in certi
casi le cose potrebbero essere realmente
andate in questo modo, ovvero potrebbe
essere avvenuto che alcuni individui,
cercando di ottenere dei metalli preziosi
attraverso operazioni del tutto illogiche e
prive di senso dal punto di vista della
chimica moderna, abbiano fatto delle
scoperte, che furono utili per venire a
conoscenza delle leggi scientifiche della
chimica. Però potrebbe anche essere che
costoro non fossero i veri Alchimisti, ma
quelli che dell’Alchimia avevano una
concezione errata. Che avevano ritenuto cioè
che le operazioni descritte nei molti testi
medioevali che trattavano di questo
argomento fossero effettivamente finalizzate
ad un arricchimento profano, ottenuto per
mezzo di utopistiche trasformazioni di
metalli poco costosi in metalli preziosi.
Forse invece i veri Alchimisti non avevano
bisogno di alcuna sostanza esterna a loro
stessi per operare. Potrebbe appunto essere
che l’Alchimia altro non fosse che una
segreta Scienza di trasformazione, che
operava solamente sull’interiorità animica e
spirituale dell’individuo. Forse essa usava
il concetto di trasformazione del Piombo in
Oro come simbolo di un cambiamento
ontologico interiore, che poteva avvenire in
colui che tale tipo di Scienza praticava.
Forse l’Alchimista, per mezzo di pratiche
ascetiche complicate e prolungate, poteva
diventare sempre più perfetto e radioso,
proprio come chi fosse riuscito a diventare
spiritualmente leggero e luminoso, da
pesante ed oscuro che era, così come appunto
è pesante il Piombo e radioso l’Oro. Se le
cose stessero in questo modo, si potrebbe
ritenere che l’Alchimia sia stata una
Scienza iniziatica segreta, occultatasi nel
periodo medioevale per mettersi al riparo
dai rigori dell’inquisizione, che prese
origine da quegli insegnamenti sapienziali
dell’antico Egitto, che potrebbero essere
riferiti appunto alla misteriosa scuola di
Ermete, l’emblematico personaggio che diede
appunto origine alla Tradizione ermetica. Il
presente piccolo libro, che l’Editore
ricevette in circostanze misteriose, afferma
appunto quanto appena detto. Pur essendo
caratterizzato da un linguaggio complesso ed
in certi punti poco comprensibile, esso
svela molti simboli della trasformazione
ermetica, che in alcuni casi sembrerebbero
quasi assimilabili a certe tecniche
iniziatiche caratteristiche di quelle
discipline orientali che sono così seguite
ed apprezzate oggi in occidente. Ma forse
proprio così deve essere, dato che le vere
tecniche di trasformazione interiore
dovrebbero puntare tutte nella stessa
direzione e di conseguenza potrebbe non
esserci una gran differenza essenziale, ma
solo esteriore, nei modi operativi delle
varie tecniche di vera trascendenza. Tale
piccolo libro potrebbe inoltre dimostrare
che ancora oggi in occidente vi sono dei
seguaci della Tradizione Alchemica, che in
gran segreto e disdegnando ogni
riconoscimento ed ogni approvazione da parte
dei cultori dell’esoterismo, e forse
disprezzando la banalizzazione degli
insegnamenti iniziatici che è avvenuta negli
ultimi decenni nel mondo, continuano a
ricercare i Misteri della Scienza ermetica.
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La Casa delle Donne dagli Occhi Luminosi.
Ovvero alla ricerca degli antichi culti
femminili
- Ada d’Ariès -
€
18,00
Una giovane ragazza, che nella sua pur breve
vita ha già avuto modo di sperimentare la
miseria che la circonda, incontra un giorno
Sofia, la donna che, avendo riconosciuto in
lei i segni di un destino non comune, può
aiutarla a riscoprirlo. Le difficoltà della
protagonista del racconto, che sembrano
inizialmente di ordine fisico, rivelano
invece alla saggia Sofia una sofferenza ben
più profonda, causata piuttosto
dall’estraneità che l’anima della ragazza
prova nei confronti della vita che conduce.
Seguendo il consiglio di recarsi da una
Guaritrice, la giovane si ritrova a vivere
in un luogo fuori dal tempo, circondata da
figure femminili che, pur tanto differenti
l’una dall’altra, la sconvolgono per ciò che
fanno e per la luce che emanano nello
sguardo che le rende così simili. Sarà con
l’aiuto delle Donne dagli occhi luminosi, e
del luogo colmo di buone e misteriose
energie in cui vivono, che la protagonista
troverà il coraggio e lo slancio necessari a
scoprire il significato reale della sua
esistenza. Come in un’antica fiaba
iniziatica, la fanciulla dovrà affrontare
prima di tutto se stessa, i propri dubbi, i
luoghi oscuri della propria parte più umana,
fino a compiere una vera e propria discesa
nel profondo, laddove potrà ritrovare ciò
che la ricongiungerà, ancora una volta, alla
Madre di ogni cosa, a colei che dall’inizio
dei tempi dà origine alla bellezza,
all’armonia e alla vita. Una fiaba come
quelle di tanto tempo fa. Una fiaba che
propone obbiettivi esistenziali molto
lontani da quelli ricercati nel mondo di
oggi. Obbiettivi che se pur per quasi tutte
le donne contemporanee non sono neppure
concepibili, potrebbero essere ancora
acquisibili da quelle poche fortunate
destinate a conoscere gli antichissimi
Misteri della Dea primordiale.
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L’Oro Fatale.
Miti e leggende del Nord
- Mary Tibaldi Chiesa -
€
17,00
L’Oro Fatale, una appassionata
rielaborazione da testi antichi, medievali,
e da altri a noi più vicini, gli stessi a
cui Wagner si ispirò per le sue Feowalkyrie,
sulle leggende e i miti del Nord, fu scritto
da Mary Tibaldi Chiesa circa sessanta anni
fa, il periodo più fecondo della sua
attività letteraria che la portò a scrivere
complessivamente circa cento titoli. Videro
infatti la luce in quel decennio quasi tutte
le Sue biografie su alcuni grandi
compositori allora ben poco conosciuti,
spesso, di fatto, quasi dimenticati:
Mussorgsky, Listz, Paganini, Cimarosa e la
grande scuola musicale napoletana del ‘700.
Sempre di quel decennio sono molti dei suoi
libri dedicati all’altro grande universo
della sua opera: le fiabe,i libri per
ragazzi, ancor oggi presenti con un posto
d’onore nelle vetrine di un grande editore
nel centro di Milano. Laureatasi in lettere
e filosofia nel 1918 a Roma, ove passò
lunghi periodi durante il mandato
parlamentare e l’attività politica del
padre, in quegli anni di studi universitari
riuscì anche a diplomarsi in pianoforte
presso il Conservatorio della capitale.
Perfettamente padrona della lingua latina e
di quella greca, curò fra l’altro, la
versione italiana di alcune tragedie
classiche, perfezionò anche le sue
conoscenze nel francese, nell’inglese e nel
tedesco sì da potere, un decennio più tardi,
collaborare a giornali e riviste nelle tre
lingue, annotando fatti e figure della vita
musicale; una realtà assai vivace negli anni
che precedettero il secondo conflitto
mondiale. Sposatasi felicemente alla fine
del 1919 scrisse, a cavallo dell’inizio
degli anni venti, due romantici, deliziosi
romanzi: “A tutte le allodole deve crescere
il ciuffo” e “Come una fiaba”. A deciderla a
prendere stabilmente la penna in mano, e
fare della professione di scrittrice una
delle linee guida della Sua vita, furono le
tempestose vicende e i tragici eventi che
improvvisamente, a partire dal 1926,
investirono la Sua famiglia; un mondo fino
allora sereno. La biografia di Schubert
(1928) fu il suo primo impegnativo saggio
sui grandi della musica. Alla letteratura
infantile, al magico mondo delle fiabe e dei
racconti dei ragazzi, decise di dedicarsi
tre anni dopo. E fu un altro terribile colpo
del destino a indurvela: la subitanea
scomparsa, in pochi giorni, della figlia
Lucia, nel febbraio del 1931. Fu
l’affascinata dal mondo fantastico degli Dei
e degli eroi del lontano Nord; “un mondo”,
come ella scrive, “dove mari e terre si
ravvolgono entro misteriosi velami di brume;
là dove lungo è l’inverno, tarda la
primavera, fuggevole l’estate, precoce
l’autunno”. Terre ove le passioni di chi
vive sono spesso violente; ma l’anelito alla
libertà, all’indipendenza, il coraggio di
affrontare pericoli e compiti apparentemente
impossibili, la volontà di dominio ma anche
il senso di fratellanza, hanno, insieme
all’amore, un ruolo chiave nel determinare
l’agire con contrasti assai spesso
drammatici.
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L'Arpa Celtica.
Un viaggio tra
passato e presente, incanto e realtà, alla
fine del certo, all’inizio del sogno
- Hal Belson - €
11,50
È curioso che proprio nel periodo in cui la
scienza ufficiale proclama di aver raggiunto
il suo più alto livello di sviluppo e si fa
carico di ogni problema per trovare risposte
certe, la vita dell’uomo moderno tende
invece a essere un’esperienza caratterizzata
dall’ incertezza e dalla vacuità. L’estrema
difficoltà che si incontra nella ricerca di
valori, ai quali valga la pena di dedicarsi,
è bilanciata dalla facilità di occupare il
proprio tempo nello “svago organizzato”,
facilmente raggiungibile con l’ausilio del
solo denaro. E’ anche vero che, in alcuni
casi, si manifesta un richiamo a cercare
altrove, nel passato, nella natura, nel
mondo delle fiabe, alla ricerca di valori
che non hanno smesso di esercitare influenza
e fascino verso chi non si stanca di
cercarli. La musica, può ben prestarsi ad
essere un ottimo strumento per ritrovare e
accrescere una dimensione sottile
equilibrata e armonica: si tratta di
scoprire il giusto modo di utilizzarla,
studiarla, avvicinarla. Proprio a questo il
presente lavoro dedica la sua attenzione,
ponendosi come invito alla riscoperta di un
mondo musicale più vicino alle “origini”;
cercando di gettare un ponte tra il mondo
odierno e quello passato, visto,
quest’ultimo, come una inesauribile fonte di
valori tuttora vivi e preziosi,
indispensabili, oggi come un tempo, ad
infondere profondi significati nella vita di
chiunque voglia e possa accostarli.
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L’Antico Fuoco delle Donne. Ovvero di
come potrebbero ancora essere segretamente
celebrati i Riti della Grande Madre
- Ada d’Ariès -
€
16,00
In un piccolo pianoro tra le colline
esisteva in tempi antichissimi un tempio in
cui venivano celebrati i Misteri della
Grande Madre. Però con l’avvicinarsi dei
tempi moderni essi, a causa delle
persecuzioni ed anche della sempre minor
capacità delle donne di intendere quei
Misteri, caddero in disuso fino ad essere
dimenticati. Ma l’anima di un’antica
sacerdotessa si incarna, proprio con lo
scopo di riaccendere in quel tempio
dimenticato il Fuoco rituale, nel corpo di
una bambina figlia di normalissimi genitori.
Essa nascendo perde però il ricordo di chi
era e di quale sia la missione che deve
compiere e prova solamente un insopprimibile
disagio nei confronti del mondo che la
circonda. Tale malessere sembra destinato a
crescere negli anni e ad aggravarsi sempre
di più, fino a quando un’Entità fatata
compare alla bambina, spiegandole il senso
della sua vita ed impartendole degli
insegnamenti che hanno lo scopo di farle
riottenere segretamente i suoi magici poteri
di sacerdotessa. Tali insegnamenti, fatti
anche di sogni durante i quali la fanciulla
rivive i tempi antichissimi in cui era stata
iniziata ai Misteri della Grande Madre,
proseguono fino a quando, in età adulta,
ella non ritrova la piena consapevolezza
della sua sacralità. A questo punto ella
incontrerà delle seguaci che, malgrado le
difficoltà dei tempi e contro il comune modo
di pensare, cercano in ogni modo di
ritrovare l’antica magia femminile persa e
dimenticata. Assieme ad esse l’antica
sacerdotessa rinata, accenderà nuovamente il
Fuoco sacro nel tempio nascosto della Grande
Madre, dando vita ad un nuovo ciclo di
trasmissione iniziatica femminile. Un
racconto di incanti e di magie, di fatti
inquietanti e meravigliosi, che potrebbe
sembrare di pura fantasia, ma che, come
afferma l’Autrice nella sua prefazione,
forse narra una storia che, pur sembrando
incredibile, potrebbe essere reale.
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Ipotesi sulla Guarigione.
Ovvero
riflessioni sulla medicina sacra e
sciamanica, la salute, la malattia, la
morte, la vita, il veleno ed il farmaco
- Davide Melzi -
€
18,00
Il modo tradizionale o arcaico di
rapportarsi a tutte le realtà della vita
potrebbe essere stato molto differente da
quello moderno. Anche la malattia e la
guarigione avevano, presso i popoli antichi
e quelle popolazioni che fino a pochi secoli
o decenni fa avevano mantenuto un modo
d’essere simile a quello tradizionale, un
senso molto diverso da quello di oggi.
Quelle genti erano probabilmente a
conoscenza di tecniche, riti e
comportamenti, forse ereditati da epoche
talmente lontane che se ne è perso il
ricordo, che permettevano di guarire dalle
malattie senza il ricorso ai medicinali
chimici oggi in uso, né alla chirurgia. Gli
antichi sapevano guarire con le sostanze
naturali, con le erbe, con i canti magici,
con la semplice azione analogica di quegli
individui che, per l’opera di guarigione
profonda, compiuta in primo luogo su se
stessi, erano ritenuti insieme maghi e
terapeuti. Alcuni di questi uomini e di
queste donne, forse, erano addirittura in
grado di guarire se stessi e gli altri,
senza intervenire in alcun modo sul piano
materiale. La malattia infatti non era
considerata, come invece si fa oggi,
esclusivamente come qualcosa che riguardasse
solo il corpo, e nemmeno solo la dimensione
psicofisica dell’uomo, bensì l’integralità
del suo essere. Evidentemente ciò
presupponeva la credenza, e forse anche la
conoscenza, di qualcosa che fosse
radicalmente al di là non solo del piano
materiale, ma anche di tutto ciò che è ego,
personalità e mente. Attualmente tali
concezioni della malattia e della guarigione
sono del tutto ignorate e quasi sempre
vilipese dalla moderna scienza ufficiale.
Esse sono relegate nell’ambito della
superstizione e della magia, e sono
considerate indegne di essere conosciute, se
non come curiosità prescientifiche
caratteristiche dei popoli primitivi. Ma
forse i modi arcaici di combattere la
malattia potrebbero, in certi rarissimi
casi, funzionare ancora oggi. Il presente
saggio, basato su quanto di tali conoscenze
e di tali tecniche è giunto fino ai nostri
giorni, magari sotto forme non facili da
interpretare, ha l’intento di provare ad
analizzare, secondo un metodo ipotetico,
tali tecniche di guarigione.
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La Via dello Sciamanesimo Boreale
e
l’uso del tamburo come strumento di magia e
di conoscenza
- Davide Melzi -
€
16,00
Lo sciamanesimo va oggi molto di moda nel
grande “supermarket dell'occulto”, che
dovrebbe soddisfare le esigenze di
trascendenza di quanti, tra i nostri
contemporanei, non sono appagati dalle forme
di religiosità e di spiritualità dominanti
in questi tempi. In molti oggi si proclamano
sciamani, senza magari neanche sapere il
senso etimologico di questa parola o il
ruolo e la funzione che i veri sciamani
avevano nelle culture primordiali. Ma il
fatto che ci siano degli individui che si
attribuiscono delle caratteristiche che in
realtà non posseggono, magari a scopo di
lucro od al fine di irretire delle persone
ingenue o prive di capacità discriminanti,
nulla toglie alla maestosità della figura
del vero sciamano, che l'autore descrive
basandosi anche su riscontri oggettivi di
numerosi e autorevoli esperti
dell'argomento. Lo sciamano è un uomo dotato
di una grande forza interiore che, dopo aver
percorso una Via iniziatica sotto la guida
di un vero maestro e dopo aver compiuto una
difficile opera di rettificazione e di
distacco all'interno del suo animo, ha
raggiunto una dimensione che difficilmente
può essere compresa da chi non l'ha a sua
volta raggiunta, e che l'Autore definisce il
modo d'essere dell'uomo reale. La sapienza e
la conoscenza che egli acquisisce è tale, e
soprattutto si riferisce a dimensioni poste
così oltre il limite del mentale, del logico
e del razionale, che qualsiasi paragone tra
un sapiente dei nostri giorni ed uno
sciamano vedrebbe quest’ultimo - secondo
l'Autore - sicuramente vincente, dato che lo
sciamano ha imparato a conoscere, per averlo
personalmente sperimentato e non per averlo
sentito dire o per averlo letto sui libri,
ciò che sta oltre la vita e la morte fisica,
sa ‘volare’ nei mondi paralleli divini ed
inferi, sa parlare con gli Dèi e con i
demoni ed è in grado di guarire le malattie
con la sua magia ed i suoi riti. L'Autore
nel presente volume approfondisce in modo
particolare l'analisi e lo studio dei mezzi
operativi che lo sciamano usa per ottenere
la sua conoscenza iniziatica. Descrive
pertanto in modo minuzioso la fabbricazione
del tamburo rituale e le tecniche d'uso di
questo strumento, mettendo in evidenza le
differenze e le analogie esistenti tra i
vari popoli, presso i quali è sopravvissuta
fino ai nostri giorni la tradizione
sciamanica, che egli ritiene essere stata,
in tempi antichissimi, un patrimonio comune
di tutte le civiltà arcaiche. Egli descrive
inoltre i metodi grazie ai quali lo sciamano
entra in rapporto con gli spiriti, le entità
invisibili e con il proprio totem, spiega la
differenza tra il vero sciamanesimo, la
trance ed i culti di possessione, riporta
diverse autorevoli testimonianze di viaggi
sciamanici nei “mondi paralleli”, accenna
alle tecniche d'uso delle sostanze
allucinatorie al fine di ottenere esperienze
sciamaniche e mette in evidenza in più punti
del libro la similitudine esistente tra lo
sciamanesimo nordico e le tecniche
alchemiche occidentali. Non mancano alcuni
interessanti riferimenti alle pratiche
operative dello sciamanesimo femminile,
anche se il segreto, che da sempre ha
caratterizzato questo argomento, ha permesso
all'Autore di darne dei riferimenti solo
parziali.
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Il Ragazzo dagli Occhi di Velluto.
Ovvero la storia di un cammino verso la
trascendenza erotica
- Dana Leberel -
€
20,00
Sicuramente potrebbe apparire incredibile
che sia ancora possibile intendere Eros non
come qualcosa di peccaminoso ovvero come una
forza che stimola unicamente verso il
rapporto tra i sessi, come oggi si usa.
Eppure proprio questo cerca di dimostrare
l’Autrice del presente libro, descrivendo
rapporti e situazioni in cui l’Eros viene
inteso come un antico Dio, ovvero come una
forza luminosa che può permettere ad
individui particolarmente qualificati e
predisposti a questo genere di cose, di
oltrepassare i limiti della normale
specificità umana e di vivere stati d’essere
che partecipino del Divino. Del resto
anticamente esistevano pratiche iniziatiche
in cui l’energia di Eros era finalizzata al
trascendimento e forse echi segreti di tali
pratiche sono arrivati fino ai nostri
giorni, sopratutto presso quei popoli e quei
luoghi dove le religioni monoteistiche e
moralizzatrici non le hanno sradicate,
considerandole diaboliche e malvagie. Molti
studiosi hanno compiuto ricerche, analizzato
ed elaborato teorie in merito a questo tipo
di culti ma, come forse vuole mostrarci
l’Autrice nel presente libro, non sono gli
studi intellettuali, per quanto approfonditi
e colti, che possono portare alla reale
Conoscenza, bensì la pratica ovviamente
riservata, oggi come nel passato, a coloro
che possiedono le caratteristiche armoniche
necessarie e sufficienti per poterla attuare
ottenendo dei risultati. Si tratterebbe di
identificarsi nella stessa luminosa e
potente energia di Eros che, secondo certi
antichi autori, è la forza che dà origine ad
ogni manifestazione. Ma Eros è anche quell’energia
che permette di elevarsi dal mondo sensibile
verso la conoscenza trascendente, là dove si
possono contemplare il bello e il buono in
sé, prescindendo dalla dimensione materiale.
Questo è ciò che avviene ai quattro
protagonisti del presente racconto che, dopo
essersi conosciuti in modi che fanno quasi
presupporre l’intervento del destino, piano
piano ritrovano, vivendo pratiche erotiche
sempre più intense e fuori da ogni morale,
stati d’essere trascendenti che li portano
ad una beatitudine senza limiti. Data la
scabrosità degli argomenti trattati,
l’Autrice ha pensato di firmare il libro con
uno pseudonimo e di variare i nomi dei
protagonisti e dei luoghi dove l’azione si è
svolta, anche per il motivo che, come
dichiara nella sua prefazione, certe
situazioni rare e preziose, vanno protette
dalla curiosità dei più. La descrizione
delle scene erotiche fatte dall’Autrice è in
alcuni casi molto particolareggiata, per cui
il presente libro dovrebbe essere letto solo
da adulti.
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La Storia della Bambina che andò nel Mondo
delle Fate e che riuscì a tornarvi
quando divenne grande
- Guendalina Storkly -
€
13,50
Il presente libro narra la storia di una
fanciulla che durante il sonno sognava di
staccarsi dal suo corpo, recandosi in mondi
immateriali abitati da quegli esseri
meravigliosi dei quali parlano le antiche
fiabe e che furono descritti in certi
racconti mitologici, come le Fate, i
folletti, le ninfe, i panischi e via
dicendo. Crescendo la ragazza perde però la
capacità di poter fare questi viaggi
onirici, o quanto meno non riesce più a
ricordarsi di ciò che fa e di dove va quella
sua parte che nell’adolescenza aveva il
privilegio di poter accedere ai mondi
fatati, e si trova a dover vivere la normale
vita di ogni essere umano. Ma essa ad un
certo punto inizia a percepire la semplice
realtà materiale e storica come un limite
per lei troppo angusto e quindi cerca in
ogni modo possibile di sognare nuovamente
quelle meravigliose realtà immateriali che
ella da giovane aveva descritto in un suo
diario segreto. Perché ciò possa avvenire,
ella dovrà però riconciliarsi col suo ‘corpo
di sogno’, ovvero con quella parte di se
stessa che rifiuta gli interessi, i
comportamenti e gli obbiettivi esistenziali
di quella parte di lei, che vive la normale
vita di tutte le donne moderne. Tale
risultato sarà ottenuto dopo che la
protagonista del racconto sarà riuscita a
tornare naturale e spontanea come quando era
bambina e sopratutto dopo un avvenimento
inatteso e pericoloso, che invece di
provocarle dei danni fisici, causerà in lei
una vera e propria estasi, durante la quale
incontrerà nuovamente quei personaggi eterei
e luminosi che tante volte aveva sognato
nell’adolescenza. La lettura di questo
racconto potrebbe far ritenere che esso
faccia parte di quel genere di letteratura
che viene di solito definita fantastica,
dato che non ha alcun rapporto con la realtà
e descrive fatti e personaggi che non solo
sono incredibili, ma che non potrebbero
neppure essere riferibili ad una normale
esperienza di vita di chicchessia. E
certamente l’Autrice potrebbe aver
completamente inventato la strana storia che
viene narrata in queste pagine, oppure
potrebbe essersi ispirata nello scriverla a
certe sue fantasie adolescenziali, che
certamente la maggior parte delle persone
potrebbe ritenere del tutto irreali e
mancanti di qualsiasi fondo di verità. Però
chi fosse dotato di un potere intuitivo che
lo rendesse capace di cogliere anche nelle
altrui testimonianze la prova di stati
d’essere che trascendono la normale
esperienza di vita della maggior parte delle
persone, potrebbe anche pensare, dopo aver
letto con attenzione la storia narrata, la
prefazione dell’Autrice ed i suoi
particolarissimi sogni giovanili,
parzialmente riportati nell’ultima parte del
testo, che ciò che viene raccontato in
queste pagine non è affatto un racconto
fantastico, bensì la descrizione di
avvenimenti ed episodi del tutto reali,
anche se certamente inusuali e non
riferibili alla normale realtà che tutti
conoscono. In tal caso il presente libro
assumerebbe le caratteristiche di una
preziosa e rara testimonianza personalmente
vissuta. Una testimonianza che forse
potrebbe essere assimilabile, per via
dell’atmosfera incantata, languida e
dolcissima che caratterizza certi sogni
dell’Autrice, a quel tipo di esperienze
trascendenti che anticamente erano
probabilmente uno dei più importanti
obbiettivi dell’iniziazione femminile. Una
testimonianza riguardante stati immateriali
d’armonia, di libertà e di gioia che forse
potrebbero essere ritenuti, da chi ha avuto
la fortuna di riuscire ad averne una
conoscenza diretta, più reali della normale
esperienza di vita degli uomini e delle
donne dei nostri tempi.
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Il Mondo di Oggi e il Mondo dei Popoli
Arcaici. Ovvero come gli antichi Celti,
gli antichi Greci, gli Indù, i Vichinghi,
gli Indiani d’America ed altri erano e come
avevano previsto i tempi odierni
- Mario Negri -
€
16,00
Il pensiero degli antichi e più precisamente
la loro visione del mondo, sono spesso
considerati dall’uomo moderno con la
sufficienza di chi crede di essere molto più
avanti e di avere strumenti ben più
raffinati ed efficaci per fornire la giusta
spiegazione degli eventi che gli si
manifestano innanzi. Permeata dal concetto
di progresso, la civiltà contemporanea è di
buon grado portata a giudicare, da una
presunta posizione di dominio, tutto ciò che
l’ha preceduta; il convincimento che le
scienze sviluppate, le micidiali armi di cui
si dispone e l’incredibile livello raggiunto
su di un piano tecnologico siano quanto di
meglio occorre all’uomo per condurre la
propria esistenza, porta a considerare che
la conoscenza degli antichi, nonostante in
più di un’occasione abbiano dato vita a
pregevoli esempi di civiltà, sia stata
decisamente inferiore a quella raggiunta dal
mondo moderno. Questo punto di vista appare
però limitato se si confronta con quanto,
raccolto dalle più disparate culture e
tradizioni arcaiche, sia in grado di fornire
un quadro sufficientemente chiaro di quali
fossero i motivi ispiratori di tali civiltà.
Appare infatti subito evidente che gli
antichi non vivevano nella più oscura
ignoranza, che non erano succubi delle
manifestazioni naturali combattendo contro
di esse e contro i propri simili per
garantire la propria sopravvivenza.
Conoscevano invece molto bene gli eventi di
cui erano testimoni ed avevano un’idea
decisamente chiara di ciò che sarebbe
accaduto dopo di loro, fino a tracciare, con
una precisione sconcertante, situazioni
nelle quali non è difficile, a meno di
essere completamente accecati dalle proprie
convinzioni, riconoscere mondi assai simili
a quelli che oggi si è soliti vedere.
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Alla ricerca della Luna.
Ovvero ipotesi
e riflessioni sulla possibilità di una
realizzazione femminile di tipo primordiale -
Ada d’Ariès -
€
15,00
Gli antichi e misteriosi culti di Iside, di
Cibele, di Demetra, di Freya, di Astarte, di
Semele, di Diana, di Nut e molti altri, sono
ancora oggi quasi del tutto sconosciuti agli
storici ed agli studiosi delle forme
religiose ed iniziatiche dei popoli antichi.
Ben poco, infatti, si può congetturare su di
essi basandosi sugli scarsissimi reperti
archeologici che sono giunti fino ai nostri
tempi, o sulle ancor più scarse
testimonianze scritte che li riguardano. È
ragionevole pensare che tali culti fossero
in molti casi delle forme misteriche,
riservate nel modo più rigoroso alle donne,
che furono sempre protette da un velo di
riservatezza e di silenzio se possibile
ancor più fitto delle corrispondenti
tradizioni iniziatiche maschili.
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Tracce Celtiche.
Curiose, misteriose ed
inquietanti. Piccolo viaggio all’interno di
alcuni segni, misconosciuti o ignorati, del
passato celtico antico e medievale
nell’Italia alpina e padana
- Marco Fulvio Barozzi - €
17,00
Un bilancio quantitativo di ciò che può
essere ricondotto, nella cultura italiana e
nelle sue tradizioni folkloriche, ad una
eredità celtica (di origine antica o
d'importazione medievale) porta a risultati
deludenti: in ogni aspetto che si prende in
considerazione non si ritrovano che
frammenti sparsi o tracce appena
riconoscibili. Il fatto che la ricerca
“ufficiale” abbia raggiunto nella sua
indagine modesti risultati, soprattutto a
causa dell'innegabile esiguità del materiale
documentario, ha spinto decine di
appassionati a scrivere libri dedicati a
delle pretese sopravvivenze galliche, spesso
viziati da errori di metodo o da tesi
preconcette, come quelle di coloro che,
saltando secoli di storia, vorrebbero
dimostrare una supposta continuità culturale
o addirittura etnica. L’argomento
dell’eredità celtica in Italia è stato
spesso trattato male (e verrebbe da dire
maltrattato), ma ciò non significa che si
debba abbandonarlo definitivamente. Questo
libro, sotto la forma di un breve viaggio in
sei tappe, una delle quali tocca l'Irlanda,
indaga su alcune delle tracce del passato
celtico presenti nella cultura e nelle
tradizioni italiane, particolarmente delle
regioni alpine e padane; nell'Appendice
fornisce anche un piccolo repertorio di
vocaboli italiani di origine celtica. La
trattazione non ha pretese di scientificità,
ma di curiosità non superficiale, nel senso
dello spirito con il quale i viaggiatori
d'un tempo, prima del turismo di massa, si
avvicinavano ai segni dell'uomo presenti nei
vari luoghi che visitavano. L'autore si
concede anche, soprattutto nelle note,
qualche digressione in campi apparentemente
lontani (dal concetto di paganesimo alla
Fontana di Giovinezza, dall'esistenza delle
Fate all'Eterno Femminino) e alcune
parentesi buffe, quando gli capita di
imbattersi in situazioni, temi o personaggi
che meritano una riflessione, una critica o
un sorriso. Proprio come quando si viaggia.
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Tentando di Fuggire dal Nulla.
Ovvero la
consapevolezza di vivere in un mondo di
rovine
- Mario Negri -
€
13,50
Secondo l’Autore del presente libro i
valori, i miti, gli ideali e la quasi
totalità degli aspetti della moderna civiltà
sono ispirati da una oscura entità che egli
definisce il Nulla. Il Nulla è ovunque e
regna su ogni cosa come un incontrastato
dominatore. Regola l’esistenza della
pressoché totalità degli uomini, ne
condiziona le azioni, i pensieri, i
sentimenti. Suggerisce e consiglia, premia e
castiga, innalza ed abbatte, crea e
distrugge. Simile ad un tiranno il cui unico
scopo è quello di soggiogare ogni energia,
ogni tensione, ogni volontà al proprio
personale potere, il Nulla attira a sé ogni
umana esistenza per trarne il proprio vitale
sostentamento, anche perché senza tale
fondamentale apporto, di lui resterebbe
probabilmente solo ciò che il suo nome
indica. Però, nonostante l’impresa possa
essere estremamente ardua e difficile da
realizzare, può verificarsi che qualcuno
abbia le capacità di riconoscere il Nulla,
di smascherarlo nelle sue polimorfe
manifestazioni, di coglierne, al di là degli
astuti ed ingannevoli aspetti, l’inesorabile
potere di distruggere, di fagocitare, di
annullare. Chi prendesse coscienza di un
simile stato delle cose potrebbe allora
tentare di divenire un Fuggitivo, così come
accade al protagonista del presente libro,
la cui esistenza, se da un punto di vista
superficiale e formale risulta essere
condotta secondo canoni assolutamente
normali, è in realtà permeata
dall’incrollabile impegno di riconoscere e
combattere il Nulla, di impedirgli di
stendere su di sé la sua rete ingannevole ed
illusoria, di realizzare un cammino verso la
libertà, attraverso la sintonia e l’unione
con la propria essenza più profonda. E tutto
questo grazie sopratutto ad un particolare
dialogo interiore che, fin dalla più giovane
età, egli ebbe con la parte più profonda
della sua coscienza, non identificabile
nella sua parte emotiva od in quella
razionale ma piuttosto nella manifestazione
di un essere antico e saggio che viveva in
lui, o vicino a lui, e che a volte lo
consigliava e lo guidava. La visione del
mondo moderno espressa dal protagonista
della storia potrebbe certamente essere
considerata pessimista, deprimente od
addirittura folle. Ma forse, se veramente il
Nulla esistesse, per poter fuggire al suo
potere assoluto potrebbe essere
indispensabile condividerla completamente.
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Il Giudizio della Donna.
Ovvero di cosa
una Sacerdotessa dell’antica religione della
Grande Madre potrebbe pensare dei tempi
attuali e dei consigli che potrebbe dare
alle donne che desiderassero ascoltarla
- Ada d’Ariès -
€
17,00
Potrebbe essere possibile per una donna dei
tempi attuali, che non si riconosce nei
miti, nei modi d’essere e nelle finalità
esistenziali che caratterizzano la maggior
parte dei contemporanei, cercare di dare
alla propria esistenza un senso, che fosse
per lei più congeniale, ricercando una
sintonia con quell’archetipo femminile che
venne denominato in tempi antichissimi
Grande Madre? Secondo l’Autrice del presente
scritto, che ha già trattato questo
argomento in alcuni suoi precedenti libri,
una ricerca di questo genere potrebbe essere
attuabile, purché venga compiuta una
complessa trasformazione che in un primo
tempo dovrebbe portare a disidentificarsi da
tutte quelle concezioni, quelle morali e
quei modi di pensare che caratterizzano la
gran maggioranza delle moderne donne
occidentali. In un secondo tempo si dovrebbe
poi ritrovare il modo d’essere magico e
segreto di una ipotetica donna arcaica,
ovvero di una devota dell’antichissima
religione della Grande Madre, di quella Dea
che in luoghi e tempi diversi fu invocata e
venerata dalle donne con nomi differenti,
che però si riferivano sempre all’aspetto
materno ed amoroso della manifestazione
divina. Quella Dea datrice di gioia, di
bellezza e di armonia con la quale era
possibile, praticando le antiche iniziazioni
femminili, acquisire una sintonia talmente
forte da sentirsi parte di lei, realizzando
in se stesse uno stato d’essere che non era
semplicemente umano, ma era partecipe della
consapevolezza divina. Per realizzare ciò
sarebbe auspicabile un incontro con una vera
Maestra, in grado di trasmettere
segretamente l’antica sapienza delle donne.
Ma poiché non vi sono più in occidente quei
culti e quei centri iniziatici femminili,
ove alle fanciulle veniva insegnato tale
tipo di realizzazione, forse tale incontro,
che potrebbe essere quasi impossibile nella
realtà, potrebbe in certi casi avvenire
durante un sogno, dato che secondo l’Autrice
a volte i sogni potrebbero essere più
importanti, se non addirittura più veri,
delle cose che succedono nella vita di tutti
i giorni. E comunque in mancanza od in
attesa di ciò, forse qualcuna potrebbe
provare a ricercare da sola, nei modi
indicati nel testo, in se stessa e per mezzo
della contemplazione dell’armonia naturale,
l’amore di quella Madre trascendente di
tutte le cose, fino ad identificarsi in tale
sentimento, più che nei ragionamenti e nelle
problematiche dell’io pensante. Così agendo
ci si potrebbe rendere appunto simili,
acquisendone i poteri e le capacità
intuitive, alle antiche Sacerdotesse della
Dea ed a tutte quelle donne che percependo
in esse il suo amore, riuscivano a dare alla
propria vita un senso totale e profondo,
certamente ben diverso dal senso limitato,
parziale od effimero che la pubblicità, le
mode ed i grandi mezzi di comunicazione
cercano di solito di imporre al gentil
sesso. I consigli ed i suggerimenti, dati al
fine che qualche lettrice possa veramente
iniziare a muoversi in questa direzione,
potrebbero essere talmente importanti, che
il presente libro dovrebbe essere letto da
tutte quelle donne che provano nel profondo
di se stesse un reale anelito verso un tipo
di spiritualità femminile simile a quello
delle donne arcaiche. Una spiritualità che,
se pur ignorata, repressa, fraintesa o
disprezzata, potrebbe dare, se fosse
conosciuta e messa in pratica, un senso
profondo e completo alla vita e forse anche
delle esperienze e delle conoscenze che
potrebbero appartenere alla dimensione
trascendente.
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La Signora dell’Antica Casa.
Ovvero il
racconto di come una fanciulla divenne una
giovane Strega
- Barbara Fiore -
€
13,00
Un vecchio manoscritto uscito come per
incanto dalle pagine ingiallite di un libro,
il crepitare di un allegro fuoco nel camino
e, all’esterno, il ritmico battere della
pioggia sui vetri della finestra. Un turbine
di ricordi che scorrono veloci come un
paesaggio osservato da un treno in corsa e
poi la quiete, il riemergere nell’ovattato e
imprevedibile mondo dei sogni. Ma chi può
dire di conoscere con esattezza il confine
tra sogno e realtà, chi é in grado di
affermare: ora io sono, ora sto sognando? E’
così che una fanciulla che non riesce più a
trovare un senso nella vita di tutti i
giorni, si trova all’improvviso coinvolta in
un’avventura al di là di ciò che si
crederebbe possibile; dinanzi a lei compare
una via da percorrere che allontana dalle
abitudini, dalle convenzioni, dalle
considerazioni sciocche e vane. Un sentiero
che, snodandosi attraverso alberi secolari,
la conduce alla Casa sulla collina, avvolta
di mistero, ma al tempo stesso capace di
attrarre con il fascino proprio alle cose
antiche che contengono il magico segreto
dell’Armonia e non possono dunque essere
scalfite o corrotte dal trascorrere del
tempo. E che la Casa sulla collina sia
raggiungibile nel sogno la rende forse
ancora più reale delle cose comunemente
ritenute tali, perché è un luogo prezioso,
conservato e custodito con attenzione,
affinché nessuna persona che non sia degna
possa mettervi piede e recarvi danno. Ed é
anche per questo che una Signora misteriosa
e bellissima é là, pronta ad accogliere
coloro che bussano, ed il fuoco arde sempre
gioioso nel grande camino dell’antica Casa.
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Manoscritto sapienziale femminile
ovvero
i segreti del Calderone -
Davide Melzi
-
€
16,00
Il manoscritto latino che in questo volume
si presenta e si traduce, corredato da note
di commento, è pervenuto alla nostra casa
editrice nelle circostanze enigmatiche cui
si allude nella prefazione dell’editore.
Esso si può ricondurre alla tradizione
alchemica o ermetica: ci si riferisce a
quella corrente sapienziale che, sotto la
complessa chiave simbolica dei metalli e dei
procedimenti chimici, celava forse un’opera
interiore, anzi una vera e propria Scienza
spirituale e segreta finalizzata al
superamento verso l’alto dell’essere umano,
fino ad ottenere un modo d’essere divino. Di
norma si tende a considerare l’Alchimia come
una tradizione maschile, anche perché in
effetti si presume che la quasi totalità dei
testi che ci sono pervenuti siano stati
scritti da maschi, anche se a volte i loro
autori non sono stati chiaramente
identificati Il manoscritto qui tradotto
sembra smentire questa ipotesi: esso si
rivolge esplicitamente a delle Donne e fa
riferimento ad energie e metodi particolari,
intesi come prerogativa esclusivamente
femminile. D’altra parte i presupposti e gli
obiettivi sembrano essere i medesimi:
purificare e perfezionare le “sostanze” di
cui l’essere umano è composto per liberarle
dalla prigione della materia; armonizzare
con consapevolezza e costanza ciò che
normalmente è disarmonico e passivo;
utilizzare le energie nascoste e dormienti
nella compagine umana per conoscere
dimensioni superiori luminose. In
quest’opera di trasformazione, secondo il
Testo, sarebbe fondamentale anche il
contatto con altre misteriose “Sorelle”,
cioè le Donne che conducono una stessa
Opera; con esse anzi ci si potrebbe
riconoscere molto simili, in quanto tutte
figlie di un’Unica Madre.
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Il cavallo dal manto arruffato
ed altri
episodi della leggenda di Fionn
- Ella Young -
€
16,00
Un giovane uomo incontra nella notte il Re
dei lupi, e con lui sancisce un patto di
eterna amicizia: il ragazzo, destinato a
diventare il capo del Clan dei Bassa,
vivendo la sua infanzia nei boschi di querce
dell’Irlanda, ha imparato da un’anziana
Donna di conoscenza molti segreti della sua
magia, e soprattutto la capacità di mettersi
in sintonia con la natura incontaminata di
quei tempi primordiali… Comincia così la
storia con cui Ella Young ci porta ancora
una volta, dopo “Le meravigliose leggende
celtiche”, nel passato mitico di un mondo
incentrato sugli antichi simboli celtici,
rinarrato con il linguaggio delle fiabe e
delle leggende. In questo volume l’Autrice
racconta di come, in tale terra splendida e
selvaggia, esistesse, tanti, tanti anni fa,
un popolo forte e valoroso, saggio e
generoso: i Fianna. Essi erano anche
paragonabili ad un ordine cavalleresco, |